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	<title>Grandimostre &#187; News</title>
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		<title>Roma, tutti ai Fori per un Natale archeologico</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 10:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Leggenda e mistero s’intrecciano da sempre alla storia dei luoghi che hanno visto nascere Roma. In un percorso in cui passato e memoria incontrano il teatro e grazie al teatro vivono di luce nuova, i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1031" title="Foro Romano" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/fori.jpg" alt="Foro Romano" width="458" height="343" /></p>
<p>Leggenda e mistero s’intrecciano da sempre alla storia dei luoghi che hanno visto nascere Roma. In un percorso in cui passato e memoria incontrano il teatro e grazie al teatro vivono di luce nuova, i visitatori del Foro Romano e del Palatino potranno vivere un’emozionante esperienza nel cuore della città millenaria.<br />
Durante le prossime festività natalizie la Soprintendenza, in collaborazione con Pierreci ed Electa, propone un ciclo di letture e interpretazioni di testi classici con visite in tema, in luoghi dell’area archeologica centrale particolarmente evocativi, solitamente chiusi al pubblico e che per l’occasione verranno riaperti. Giovani attori daranno voce a grandi autori come <strong>Marziale</strong> e <strong>Shakespeare</strong>, interpretando parole e sentimenti senza tempo su due palcoscenici d’eccezione: il tempio di Romolo al Foro e la Casa di Livia al Palatino.</p>
<p><em>Dal 19 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010<br />
Visite gratuite in italiano e in inglese dalle 10:00 alle 13:00<br />
Prenotazione obbligatoria<br />
tel. 0639967700<br />
Informazioni <a href="http://www.pierreci.it" target="_blank">www.pierreci.it</a><br />
Biglietti d’ingresso<br />
Intero € 12.00<br />
Ridotto € 7,50 (18- 25 anni)<br />
Gratuito : minori di 18 anni e maggiori di 65 anni<br />
Il biglietto consente l’accesso al Foro romano e al Palatino.<br />
Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio<br />
<a href="http://www.beniculturali.it" target="_blank">www.beniculturali.it</a></em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=1029&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>A bordo dell’arte. Ecco le miniguide gratuite per la Metropolitana-Museo napoletana</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Sol Lewitt, Mario Merz, in dialogo con architetti del calibro di Gae Aulenti, Atelier Mendini, Vittorio Magnago Lampugnani. Questo offre Metronapoli, che negli anni ha affidato le varie stazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1037" title="metronapoli" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/metronapoli.jpg" alt="metronapoli" width="376" height="209" /></p>
<p>Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Sol Lewitt, Mario Merz, in dialogo con architetti del calibro di Gae Aulenti, Atelier Mendini, Vittorio Magnago Lampugnani</strong>. Questo offre <em>Metronapoli</em>, che negli anni ha affidato le varie stazioni della subway partenopea &#8211; da Dante a Museo, a Vanvitelli &#8211; a grandi artisti e progettisti. Ora, in occasione del Natale, arrivano le mini guide tascabili MetroArt, un invito a turisti e cittadini alla conoscenza dell&#8217;arte contemporanea underground.<br />
Dal 23 dicembre gli interessati potranno ritirare gratuitamente, presso il banco agenti di stazione, i pieghevoli bilingue in formato tascabile che illustrano nel dettaglio architetture e opere d&#8217;arte di Linea 1 e Linea 6. Oltre 180 opere di novanta tra i protagonisti dello scenario internazionale: dipinti, sculture, mosaici, ceramiche, fotografie ed installazioni site-specific&#8230;</p>
<p><a href="http://www.metro.na.it" target="_blank">www.metro.na.it</a></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=1036&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Histrionica. In arrivo a Ravenna una mostra sul teatro nel mondo antico</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Mimi e attori. Maschere e coturni. Commedie e tragedie. RavennAntica “mette in scena”  il teatro delle origini, con i suoi personaggi e allestimenti scenici, con le sue architetture e ritualità. Il teatro classico sarà ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1018" title="histrionica" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/histrionica.jpg" alt="histrionica" width="442" height="292" /></p>
<p>Mimi e attori. Maschere e coturni. Commedie e tragedie. <em>RavennAntica</em> “mette in scena”  il teatro delle origini, con i suoi personaggi e allestimenti scenici, con le sue architetture e ritualità. Il teatro classico sarà al centro del nuovo grande evento espositivo che la FondazioneRavennAntica presenterà nel Complesso di San Nicolò agli inizi del 2010.<br />
Nell’antichità, il teatro era un appuntamento rituale di grande rilievo sociale e il pubblico partecipava intensamente agli spettacoli: era uno dei divertimenti preferiti durante le feriae romane. Il teatro greco e latino è alle origini del nostro teatro occidentale, a partire dalle sue tecniche e drammaturgie.<br />
Un argomento, quindi, di notevole suggestione e attualità, che verrà raccontato al pubblico attraverso i numerosi materiali &#8211; soprattutto di età  romana &#8211; presenti nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli insieme a quelli provenienti dai contesti archeologici dell’Emilia Romagna.<br />
Il visitatore dell’esposizione avrà l’opportunità di ammirare, oltre ad alcune raffigurazioni riportate su vasi, mosaici e affreschi, un notevole corpus di riproduzioni di maschere legate ai generi teatrali: oggetti che provengono, in particolare, dagli scavi delle antiche città sepolte dall&#8217;eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e destinati all’ornamento di giardini o alla decorazione architettonica di edifici pubblici e domus.</p>
<p><em>HISTRIONICA<br />
Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico<br />
Complesso di San Nicolò<br />
Via Rondinelli, 6 – Ravenna<br />
<a href="http://www.ravennantica.it" target="_blank">www.ravennantica.it</a><br />
Dal 20 marzo al 12 settembre 2010<br />
Orari: tutti i giorni 10-18.30</em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=1016&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Raffaello superstar, disegno sbanca Christie’s a 32 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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È il nuovo record all-time per un disegno, ma è anche il secondo prezzo più alto mai raggiunto da un’opera di un Old Master, dipinti inclusi. Ha sorpreso un po’ tutti, la performance registrata da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-996" title="Raffaello" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/Raphael-210x300.jpg" alt="Raffaello" width="210" height="300" /></p>
<p>È il nuovo record all-time per un disegno, ma è anche il secondo prezzo più alto mai raggiunto da un’opera di un Old Master, dipinti inclusi. Ha sorpreso un po’ tutti, la performance registrata da Testa di musa, disegno di <strong>Raffaello</strong> che a Londra, nell’asta Christie’s dedicata a <em>Old Masters and 19th Century Sale</em>, è salito fino a oltre 32 milioni di euro, partendo da una stima fra i 13 e i 17 milioni. La stessa sessione di asta ha stabilito il nuovo record assoluto, in termini di valore.<br />
Nella stessa serata scintille anche intorno a <em>Portrait of a Man with Arms Akimbo </em>di <strong>Rembrandt</strong>, che a 21 milioni di euro si insedia al quinto posto della classifica all-time. In tempi di crisi i collezionisti si concentrano su opere di artisti storicizzati? Sembra proprio di sì&#8230;</p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=995&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>L’Ara Pacis a colori, tornano a splendere virtualmente i marmi del monumento romano</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Grazie a una nuova e sofisticata tecnologia virtuale applicata per la prima volta nella storia dell&#8217;archeologia su un monumento di età romana, tornano alla luce i colori forti e vivaci dei marmi antichi dell&#8217;Ara Pacis.
Anche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-987" title="Ara Pacis" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/arapacis-300x225.jpg" alt="Ara Pacis" width="300" height="225" /></p>
<p>Grazie a una nuova e sofisticata tecnologia virtuale applicata per la prima volta nella storia dell&#8217;archeologia su un monumento di età romana, tornano alla luce i colori forti e vivaci dei marmi antichi dell&#8217;<strong>Ara Pacis</strong>.<br />
Anche se gli oltre mille anni di permanenza nel sottosuolo del Campo Marzio hanno cancellato dal monumento ogni traccia visibile di colore, non sussistono dubbi sul fatto che in origine l&#8217;altare fosse variopinto. Innanzitutto perché è ormai assodato che l&#8217;utilizzo dei colori per i monumenti fosse abituale. Inoltre, nel corso del 2008/2009 è stato effettuato un ciclo di ricerche eseguite dai Laboratori Scientifici dei Musei Vaticani per conto della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, che hanno provato senza dubbio l&#8217;esistenza di colore sull&#8217;altare e su alcuni suoi frammenti, mai restaurati in quanto non reinseriti nella ricostruzione del 1938.<br />
Verranno illuminati a colori sia il fronte occidentale sia quello orientale raffiguranti i pannelli di Enea sacrificante ai Penati e del Lupercale sul fronte occidentale, i pannelli della Tellus e della Dea Roma sul fronte orientale e il grande fregio vegetale su entrambi i fronti.<br />
La scelta delle singole tinte per “l&#8217;Ara Pacis a colori” è stata operata sulla base di confronti con la pittura romana, specialmente pompeiana, studi condotti su monumenti più tardi ma influenzati dall&#8217;Ara Pacis e ricerche cromatiche svolte sulle architetture e sulla scultura greco-romana.</p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=986&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Romantici accorrete. Il Bacio di Hayez è in mostra al Castello di Miramare</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Presso il Museo Storico del Castello di Miramare a Trieste ha appena aperto un&#8217;esposizione che si inserisce nel quadro dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La mostra che propone un capolavoro dell’arte italiana ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1001" title="Francesco Hayez, Il Bacio, 1861" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/f_hayez_1861_il_bacio.jpg" alt="Francesco Hayez, Il Bacio, 1861" width="322" height="429" /></p>
<p>Presso il Museo Storico del Castello di Miramare a Trieste ha appena aperto un&#8217;esposizione che si inserisce nel quadro dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La mostra che propone un capolavoro dell’arte italiana dell’Ottocento: <em>Il Bacio </em>di <strong>Francesco Hayez</strong>. La straordinaria fortuna di quest&#8217;opera, subito riconosciuta come icona popolare perché emblema delle sofferenze d’amore, non è mai tramontata e ancora oggi quando si nomina <em>Il Bacio</em> l’opera di Hayez gareggia con quella di Gustav Klimt per fama e riconoscimento internazionale. Preludio dell’atto politico da cui nacque l’Italia, l’opera nella versione del 1861 divenne il simbolo delle lotte risorgimentali, essendo sintesi formale delle istanze patriottiche di Hayez e di un preciso momento storico.<br />
Il Bacio viene ora esposto in una residenza asburgica, importante vetrina della città di Trieste e sito romantico per eccellenza, luogo ideale per accogliere l’opera più popolare di Hayez, divenuta icona del Romanticismo italiano. Accanto al capolavoro di Hayez sono presenti altri tre rari acquerelli dello stesso artista e una copia de Il Bacio, nella versione del 1859.</p>
<p><em>IL BACIO. Un capolavoro per l’Italia<br />
Trieste, Museo Storico del Castello di Miramare<br />
Viale Miramare &#8211; Trieste<br />
fino al 15 Agosto 2010<br />
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30<br />
Intero: 6.00 euro / Ridotto: 4.00 euro<br />
Catalogo: Silvana editoriale<br />
tel: +39 040 224143<br />
<a href="http://www.uncapolavoroperlitalia.com" target="_blank">www.uncapolavoroperlitalia.com</a></em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=971&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Musei e itinerari culturali su misura. Arriva SmartMuseum</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Musei e itinerari culturali su misura. Per ogni singolo visitatore. Qualunque ne sia la nazionalità e il profilo socio-culturale. E’ il senso pratico di un’innovativa tecnologia battezzata SmartMuseum, che è stata presentata ieri a Firenze, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/smartmuseum.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-969" title="smartmuseum" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/smartmuseum-300x167.jpg" alt="smartmuseum" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Musei e itinerari culturali su misura. Per ogni singolo visitatore. Qualunque ne sia la nazionalità e il profilo socio-culturale. E’ il senso pratico di un’innovativa tecnologia battezzata <strong>SmartMuseum</strong>, che è stata presentata ieri a Firenze, nel corso di un workshop aperto, organizzato dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza.<br />
Adattabile a palmari e a cellulari di ultima generazione (smartphone), SmartMuseum è il prodotto di un progetto finanziato dalla Comunità Europea. Varato nel gennaio 2008 e prossimo a concludersi (febbraio 2010), ha comportato un investimento di 2 milioni di euro. Obiettivo: creare, grazie alle nuove tecnologie, un rapporto inedito e organizzato tra istituzioni culturali e utenza, ovvero una piattaforma digitale capace di offrire servizi avanzati e personalizzati, nel totale rispetto della privacy. Nella sostanza, SmartMuseum è una guida audio-video elettronica di ultima generazione, adattabile alle caratteristiche del visitatore. Il quale deve solo impostare il programma con i propri dati (tempo a disposizione, profilo socio anagrafico, preferenze culturali, finalità della visita) per vedersi o sentirsi proporre l’itinerario per lui ideale.</p>
<p><a href="http://www.smartmuseum.eu" target="_blank">www.smartmuseum.eu</a></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=968&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Nuove sale e restauri all’Archeologico di Firenze. E un ampliamento in vista&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 13:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Grandi novità in vista per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L&#8217;occasione è offerta dalla Festa della Regione Toscana, nell&#8217;ambito della quale è prevista l&#8217;apertura al pubblico di una nuova sala al primo piano del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/archologico.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-955" title="Chimera di Arezzo" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/archologico-300x225.jpg" alt="Chimera di Arezzo" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Grandi novità in vista per il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Firenze</strong>. L&#8217;occasione è offerta dalla <em>Festa della Regione Toscan</em>a, nell&#8217;ambito della quale è prevista l&#8217;apertura al pubblico di una nuova sala al primo piano del Palazzo della Crocetta, che ospiterà l&#8217;Arringatore, uno dei grandi bronzi medicei che fa parte della collezione del Museo, la Testa di Fiesole e, al rientro dall&#8217;esposizione presso il Getty Museum di Los Angeles, la Chimera di Arezzo.<br />
In questa circostanza sarà presentato inoltre il progetto definitivo &#8211; elaborato dallo Studio Gurrieri &#8211; relativo alla parte del complesso museale che si affaccia sulla piazza della SS. Annunziata, la cosiddetta “Ala ex Innocenti”, per il momento utilizzata solo in parte con una sistemazione temporanea per realizzare l&#8217;ingresso al Museo e sfruttare un&#8217;ampia sala del Palazzo, per allestimenti temporanei. Prevista anche la presentazione del restauro dell&#8217;Arringatore, effettuato nell&#8217;ambito del progetto ST@RT finanziato dalla Regione Toscana.</p>
<p><a href="http://www.firenzemusei.it" target="_blank">www.firenzemusei.it</a></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=954&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Piemonte in trasferta a Napoli. Per un Natale con le arti applicate&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:25:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un percorso natalizio tra arte e artigianato, che vede il MIAAO &#8211; Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi - di Torino in “trasferta” a Napoli, ospite della Fabbrica delle Arti. Con mostre di merchandising culturale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_928" class="wp-caption alignnone" style="width: 509px"><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/barisan.jpg"><img class="size-full wp-image-928" title="Renato Barisani " src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/barisan.jpg" alt="Renato Barisani " width="499" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Barisani </p></div>
<p>Un percorso natalizio tra arte e artigianato, che vede il <strong>MIAAO &#8211; Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi </strong>- di Torino in “trasferta” a Napoli, ospite della <strong>Fabbrica delle Arti</strong>. Con mostre di merchandising culturale nelle quali sono posti in vendita artefatti di almeno cento diversi autori e manifatture, la maggior parte dei quali piemontesi.<br />
Questo è Dall&#8217;Immacolata all&#8217;Epifania, progetto che “importa” sotto il Vesuvio un&#8217;intera sezione della mostra <em>Savoir Faire à la Piemontaise</em>, affiancata da piccoli manufatti e ad estemporanee idee creative nate da un laboratorio di artisti animato da <strong>Renato Barisani, Valerio Coppola, Luce Delhove, Maria Di Pietro, Nathalie du Pasquier, Chung Eun-Mo, Carmine Luino, Gianluigi Masucci, Annibale Oste, Enrica Rebeck, Fiammetta Russo Cardone, Oreste Zevola</strong>.<br />
Per il vernissage sarà allestito un percorso enogastronomico di saggi e assaggi di prodotti tipici del Piemonte, in collaborazione con gli oltre 50 Comuni dell&#8217;Associazione Le Terre dei Savoia.</p>
<p><em>Inaugurazione: Martedì 8 dicembre 2009 &#8211; ore 18.00<br />
Dall&#8217;8 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010<br />
Via Annibale De Gasperis, 24 &#8211; Napoli<br />
Info: 0810122327<br />
<a href="http://www.fabbricadellearti.com" target="_blank"> www.fabbricadellearti.com</a></em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=927&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Bologna, una mostra per celebrare Guglielmo Marconi, pioniere del wireless</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 08:00:10 +0000</pubDate>
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Il 10 dicembre 1909 ricevette a Stoccolma il Premio Nobel per la Fisica. Il 10 dicembre 2009 &#8211; esattamente cento anni dopo &#8211; s&#8217;inaugura a Palazzo d&#8217;Accursio, in Piazza Maggiore a Bologna, la mostra «Guglielmo Marconi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/MarconiNobel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-899" title="Guglielmo Marconi " src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/MarconiNobel.jpg" alt="Guglielmo Marconi " width="246" height="331" /></a></strong></p>
<p>Il 10 dicembre 1909 <strong></strong>ricevette a Stoccolma il Premio Nobel per la Fisica. Il 10 dicembre 2009 &#8211; esattamente cento anni dopo &#8211; s&#8217;inaugura a Palazzo d&#8217;Accursio, in Piazza Maggiore a Bologna, la mostra «<strong>Guglielmo Marconi Premio Nobel 1909-2009</strong>», che ricorda l&#8217;inventore bolognese e la formidabile impresa che lo portò a meritare quel premio. Obiettivo della mostra è restituire alla figura dell&#8217;inventore quella &#8220;nobiltà&#8221; che proprio il Premio Nobel &#8211; vinto a soli 35 anni &#8211; gli attribuì nel 1909. Tanto ammirato e osannato in vita quanto dimenticato o comunque trascurato nella seconda parte del Novecento, Marconi &#8211; ritornato alla pubblica attenzione a partire dal 1995 (centenario dei primi esperimenti di radiotelegrafia) &#8211; sta infatti risalendo i gradini della notorietà con la sola forza della sua invenzione: il wireless, vale a dire la modalità tecnica che maggiormente connota, in tutto il mondo, l&#8217;inizio del Terzo Millennio.</p>
<p><em>Guglielmo Marconi Premio Nobel 1909-2009<br />
Sala d&#8217;Ercole di Palazzo d&#8217;Accursio<br />
Piazza Maggiore 6 &#8211; Bologna<br />
Inaugurazione: 10 dicembre ore 17.30 su invito / fino al 10 gennaio 2010<br />
Apertura: 11 dicembre 2009- 10 gennaio 2010, tutti i giorni, dalle 9.30 alle  18.30. La mostra chiude eccezionalmente nei giorni 25 dicembre e 1 gennaio, mentre il 24 e il 31 dicembre la chiusura è anticipata alle ore 14.<br />
Ingresso: libero.Visite guidate: su prenotazione (051 6356611); il 26 dicembre e il 6 gennaio, alle ore 16, visita e attività ludico-didattica riservata ai bambini.<br />
La Postazione Marconi Nobel di Salaborsa (Piazza Nettuno, 3 &#8211; Bologna) è accessibile negli orari di apertura della biblioteca. </em></p>
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		<title>Roma, per celebrare l&#8217;Immacolata i Musei Capitolini espongono la Madonna di Michelangelo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:20:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/mich.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-890" title="michelangelo" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/mich.jpg" alt="michelangelo" width="292" height="400" /></a></p>
<p>In occasione delle festività natalizie, i Musei Capitolini ospiteranno la celebre opera di <strong>Michelangelo</strong> “<em>Madonna con bambino</em>”, esposta al pubblico solo in rare occasioni. Eseguito sul supporto ottenuto incollando uno accanto all&#8217;altro due fogli, questo disegno è stato definito &#8220;cartone&#8221; o &#8220;cartonetto&#8221;; ma in nessun modo vi si può ritrovare la fase preparatoria di una qualsivoglia opera a noi nota, di Michelangelo o di artista a lui legato. E&#8217; invece illuminante pensare a questo pezzo, senza confronti nel corpus dei disegni di Michelangelo, come alla meditazione, continuamente ricorrente alla mente dell&#8217;artista, su una maternità troppo dolorosa per riuscire a concludere il proprio rapporto d&#8217;amore col figlio. Il più notevole pentimento di questo foglio rivela non a caso che Michelangelo in un primo momento aveva disegnato il volto della Madonna di profilo, con gli occhi rivolti in basso a guardare il Bambino: reminiscenza di una tradizione di tenerezza madre-figlio che l&#8217;artista, qui e tanto spesso altrove, non riesce ad accettare dai suoi maestri, approdando invece a una drammatica assenza di dialogo. L&#8217;immagine della madre che noi vediamo ha infatti postura ed espressione del tutto scisse dal Bambino attaccato al suo seno, e uno sguardo che si perde nel presagio di future sventure.</p>
<p><em>Dalle ore 14.00 del 7 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010<br />
Orario: Dal martedì alla domenica ore 9.00 &#8211; 20.00<br />
24 e 31 dicembre 9.00-14.00 (ingresso fino alle 13.00)<br />
La biglietteria chiude alle ore 19.00<br />
Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio<br />
Biglietto d&#8217;ingresso: Poiché l’opera è all’interno del percorso dei Musei Capitolini sarà visibile soltanto a chi acquisterà il biglietto unico integrato comprensivo di ingresso ai Musei Capitolini e alla Mostra, per l’importo di € 9,00 intero; € 7,00 ridotto.<br />
Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente<br />
<a href="http://www.museicapitolini.org" target="_blank"> www.museicapitolini.org</a></em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=889&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Dal Brunello di Montalcino al Tignanello Antinori, in Toscana i vini vanno al museo&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incontri, convegni, mostre, degustazioni, musei aperti, wine talks, mercati, caffè filosofici, cantine d&#8217;autore. Dieci giorni di eventi dedicati al mondo della vite e del vino. Durante i quali è facile incontrare artisti come Vik Muniz, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_873" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/buren.jpg"><img class="size-medium wp-image-873" title="Installazione di Daniel Buren al Castello di Ama" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/buren-300x224.jpg" alt="Installazione di Daniel Buren al Castello di Ama" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Installazione di Daniel Buren al Castello di Ama</p></div>
<p>Incontri, convegni, mostre, degustazioni, musei aperti, wine talks, mercati, caffè filosofici, cantine d&#8217;autore. Dieci giorni di eventi dedicati al mondo della vite e del vino. Durante i quali è facile incontrare artisti come <strong>Vik Muniz, Ernesto Neto, Cildo Meireles</strong>, luoghi ormai simbolo dell&#8217;arte contemporanea in Toscana, dal Centro Pecci di Prato a Palazzo Fabroni di Pistoia, al Castello di Ama.<br />
Ma è altrettanto facile &#8211; e piacevole &#8211; incrociare una degustazione di Tignanello Antinori, o di Barco Reale Carmignano, di Brunello di Montalcino Castello Banfi, di uno dei tanti Chianti Classici, terminando magari la giornata in una condotta <em>Slow Food</em>.<br />
Questo è <strong>Vignaioli&amp;Vignerons</strong>, progetto che per una settimana mobilita il mondo della cultura di tutta la Toscana per “valorizzare il ruolo dei vignaioli come depositari di una tradizione millenaria che è parte integrante dell&#8217;economia regionale ed elemento costitutivo della identità territoriale e dell&#8217;immagine della Toscana nel mondo”.</p>
<p><em>Programma dettagliato: <a href="http://www.vignaiolievignerons.it" target="_blank">www.vignaiolievignerons.it</a><br />
Dal 4 all&#8217;11 dicembre 2009<br />
Sedi varie &#8211; Toscana<br />
Info: 0554384820 </em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=872&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Antenate di Venere. A Milano una mostra racconta la femminilità arcaica</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 08:00:49 +0000</pubDate>
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A guardarle sembrano sculture contemporanee: figure femminili estremamente stilizzate, lineari nelle forme tanto da poter essere state sbozzate da un Modigliani o da un Brancusi.  Invece no: la più antica ha quasi trentamila anni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/venere.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-861" title="Antenate di Venere" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/venere.jpg" alt="Antenate di Venere" width="445" height="318" /></a></p>
<p>A guardarle sembrano sculture contemporanee: figure femminili estremamente stilizzate, lineari nelle forme tanto da poter essere state sbozzate da un <strong>Modigliani</strong> o da un <strong>Brancusi</strong>.  Invece no: la più antica ha quasi trentamila anni e come le sue “sorelle” proviene dall&#8217;est Europa.  La Venere di  Dolní Věstonice, con quelle sue natiche debordanti e i seni a pera rivolti all&#8217;ingiù, rappresenta  i primordi dell’arte figurativa europea. Una figura simbolo di abbondanza, una madre che incarna la fertilità arcaica, e che è uno dei simboli della mostra “<strong>Antenate di Venere</strong>” allestita al Castello Sforzesco di Milano.<br />
L&#8217;esposizione, che si snoda in un percorso suggestivo ottimamente curato da Venceslas Kruta, direttore del Centre d&#8217;études celtiques della Sorbona, e da Alena Humpolova,  raccoglie 150 tra statuette e ceramiche spesso inedite databili tra il 27.000 e il 4.000 a.C.: siamo nel momento cruciale che vide il passaggio dei nostri antenati dal ruolo “passivo” di cacciatori-raccoglitori a quello “attivo” di agricoltori. E&#8217; il cambiamento più drastico avvenuto nella storia del genere umano, prodromico ad altrettanti cambiamenti epocali sul piano culturale, che pose le basi della nostra civiltà.<br />
Il pezzo più suggestivo della mostra (il piccolo e bel catalogo è pubblicato da Skira)  è, oltre alla Venere di  Dolní Věstonice, la monumentale figura femminile di Masovice, scolpita da ignoti agricoltori moravi nel V millennio a. C. : con quel volto estatico che contempla il cielo e le mani a palme in su in atteggiamento da orante, è non solo la testimonianza del rapporto problematico dei nostri avi con una natura non sempre madre ma spesso matrigna, ma anche un capolavoro dell&#8217;arte di tutti i tempi.<br />
<strong><br />
[Elena Percivaldi]</strong></p>
<p><em>Antenate di Venere. 27.000-4.000 a. C.<br />
Milano, Castello Sforzesco, Sala Sforzesca<br />
Dal 5 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010<br />
Orari: da martedì a  domenica, ore 9-17.30<br />
Ingresso libero<br />
<a href="http://www.antenatedivenere.it" target="_blank"> www.antenatedivenere.it</a><br />
Catalogo Skira</em></p>
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		<title>Torino, il MAO festeggia un anno dalla sua inaugurazione con una giornata speciale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:31:30 +0000</pubDate>
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Il MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino festeggia un anno dalla sua inaugurazione il 5 dicembre dello scorso anno con l’apertura gratuita e prolungata dalle 10 alle 23 delle collezioni.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/MAO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-857" title="MAO, Torino" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/MAO.jpg" alt="MAO, Torino" width="426" height="325" /></a></p>
<p>Il <strong>MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino</strong> festeggia un anno dalla sua inaugurazione il 5 dicembre dello scorso anno con l’apertura gratuita e prolungata dalle 10 alle 23 delle collezioni.<br />
Il primo anno della nuova istituzione museale collocata nel cuore di uno dei quartieri più interessanti e multietnici della città di Torino ha visto grande partecipazione e interesse del pubblico. Sono state 103.355 le persone che hanno visitato il MAO in questo anno ricco di iniziative, incontri, aperture straordinarie, proiezioni, concerti e serate speciali, oltre che numerose attività per i bambini e ragazzi delle scuole o accompagnati dalle famiglie. 5262 ragazzi provenienti da classi scolastiche di ogni ordine e grado hanno preso parte alle attività didattiche proposte, e le serate estive hanno quasi sempre segnato il tutto esaurito, a conferma che il museo può trasformarsi anche in un luogo di incontro e di scambio culturale.<br />
Quest’anno quindi, il 5 dicembre, durante tutto il corso della giornata il MAO regala al pubblico visite guidate, film, un concerto e attività per le famiglie.</p>
<p><em>MAO &#8211; Museo d’arte Orientale<br />
Via San Domenico 9-11<br />
10122 Torino<br />
t. 011.4436927<br />
Tel. 011.4436927<br />
<a href="http://www.maotorino.it" target="_blank">www.maotorino.it</a><br />
Prenotazione consigliata per tutti gli appuntamenti</em></p>
<img src="http://www.grandimostre.com/?ak_action=api_record_view&id=856&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Origine e misteri delle civiltà dell’oro. Apre a Brescia la grande mostra sugli Inca</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:13:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apre oggi al Museo di Santa Giulia di Brescia la mostra INCA. Origine e misteri delle civiltà dell’oro, prima parte di un percorso espositivo &#8211; voluto come “Omaggio alla civiltà dell’America Latina e dei Caraibi” ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_847" class="wp-caption alignnone" style="width: 371px"><a href="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/inca.jpg"><img class="size-full wp-image-847" title="Maschera funebre in oro, cultura Lambayeque o Sicán (750 – 1375 d.C.) - Lambayeque, Museo Nacional Brüning" src="http://www.grandimostre.com/wp-content/uploads/2009/12/inca.jpg" alt="Maschera funebre in oro, cultura Lambayeque o Sicán (750 – 1375 d.C.) - Lambayeque, Museo Nacional Brüning" width="361" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Maschera funebre in oro, cultura Lambayeque o Sicán (750 – 1375 d.C.) - Lambayeque, Museo Nacional Brüning</p></div>
<p>Apre oggi al Museo di Santa Giulia di Brescia la mostra <em>INCA. Origine e misteri delle civiltà dell’oro</em>, prima parte di un percorso espositivo &#8211; voluto come “Omaggio alla civiltà dell’America Latina e dei Caraibi” &#8211; che si compie con la mostra <em>PLUS ULTRA. Oltre il Barocco</em>, dedicata invece all’arte dell’epoca post-colombiana, allestita in contemporanea nel medesimo monastero-museo di Santa Giulia.<br />
L’evento bresciano presenterà oltre 270 opere che consentiranno di ripercorrere l’intera storia delle civiltà dell’oro; i pezzi esposti provengono dai maggiori musei peruviani: il Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú, il Museo Arqueológico Rafael Larco Herrera, il Museo “Oro del Perú”-“Armas del Mundo” – Fundación Miguel Mujica Gallo, il Museo Nacional Sicán, il Museo Arqueológico Nacional Brüning, il Museo Tumbas Reales de Sipán e altri ancora.<br />
Si tratta del primo grande evento in Italia interamente dedicato alle civiltà dell’oro. In particolare, sono presentati oggetti in oro, terrecotte, sculture in pietra e in legno. Le opere in oro, argento, bronzo e rame, oltre a rappresentare il più numeroso complesso di reperti in metalli preziosi mai esposto al mondo, consentono di scoprire quei tesori che abbagliarono i conquistadores e che per secoli hanno fatto del Perú il simbolo stesso della ricchezza.<br />
L’iniziativa è organizzata in stretta collaborazione col governo peruviano che ha concesso, per questo appuntamento, tesori finora mai esposti al di fuori dei confini nazionali e gode del sostegno delle istituzioni peruviane presenti in Italia.<br />
La mostra, articolata in dieci sezioni – <em>Cronologia, Le Tecniche di trasformazione del metallo, La Cosmovisione, Le Linee di Nasca, I Costumi, Le Libagioni, La Musica, La Guerra, La Morte, I Preziosi</em> – si snoda lungo l’intera storia delle civiltà dell’oro e offre una ricca panoramica delle culture precolombiane che sono fiorite in Perù dal 1500 a.C. fino all’arrivo degli Spagnoli nel 1532. Un viaggio attraverso gli aspetti inconsueti e meno conosciuti di questi popoli, con la ricostruzione dell’ambiente, dei miti e dei riti alla base del contesto socio-culturale che ha consentito di creare alcuni dei capolavori assoluti dell’arte di tutte le epoche.<br />
Il percorso espositivo presenterà i vestiti interamente ricoperti d’oro dei sovrani dell’antico Perú, i paraphernalia (coltelli sacrificali, diademi, strumenti musicali, ecc.) utilizzati nei rituali che garantivano l’equilibrio del cosmo e la crescita dei raccolti, gli ornamenti (corone, orecchini, narigueras, collane, pettorali, raffigurazioni di uomini e animali e divinità, ecc.) sempre in oro, che visibilmente mostravano la condizione semidivina dei re, i reperti del corredo funerario (maschere in oro, sculture in terracotta e legno, ecc. ), che accompagnavano i morti nel loro viaggio nell’Inframondo. In questo contesto si troverà anche una mummia, concessa in prestito in via del tutto eccezionale.<br />
Grazie alla maestosità e alla straordinaria bellezza dei reperti esposti, il pubblico avrà un’occasione unica per scoprire la spiritualità dei popoli dell’antico Perù, fondata su religioni che permeavano ogni aspetto della vita quotidiana e che garantivano un continuo rapporto con le divinità del Cielo, della Terra e dell’Inframondo e coi mondi “altri” che custodivano gli “alter ego” di tutte le cose animate e inanimate e la conoscenza del passato e del futuro.</p>
<p><em>INCA. Origine e misteri delle civiltà dell’oro<br />
Brescia, Museo di Santa Giulia<br />
4 dicembre 2009 &#8211; 27 giugno 2010<br />
Orari: da lunedì a giovedì dalle 9.00 alle 19.00<br />
venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 20.00<br />
il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra<br />
Aperture speciali: 7 e 8 dicembre 2009 ore 9.00 – 20.00<br />
1° gennaio 2010 ore 13.00 – 20.00<br />
5 aprile 2010 (lunedì dell’Angelo) ore 9.00 – 20.00<br />
Chiusure straordinarie: 24, 25, 31 dicembre 2009<br />
Il biglietto comprende l’ingresso anche alla mostra<br />
PLUS ULTRA. Oltre il Barocco e al Museo di Santa Giulia<br />
<a href="http://www.incabrescia.it" target="_blank"> www.incabrescia.it</a></em></p>
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