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Telemaco Signorini: un italiano in Europa

Submitted by admin on December 16, 2009 – 11:405,143 Comments

Una mostra articolata per descrivere la personalità pittorica e l’indole girovaga del più internazionale dei macchiaioli. E parlare, attraverso la sua opera, della sinergia artistica che ha condotto il linguaggio pittorico europeo verso la modernità…

Telemaco Signorini, La piazza di Settignano all'ombra, 1889 -  Istituto Matteucci - Viareggio

Telemaco Signorini, La piazza di Settignano all'ombra, 1889 - Istituto Matteucci - Viareggio

Ai tavolini dello scomparso Caffè Michelangiolo di Firenze, animata dalla carismatica figura di Diego Martelli (che con Adriano Cecioni sarà il teorico del gruppo), si riunisce tra il 1855 il 1856, una nutrita schiera di artisti. Ciò che li accomunava era una ricerca pittorica orientata alla riproduzione del vero, contrapposta alle divagazioni sublimi della cultura romantica. Il pittore, cui è riservato il compito di ritrarre il mondo, non vede con il cuore e non dipinge con il sentimento: l’occhio registra fedele. Quello che coglie (filtrando inizialmente lo sguardo attraverso uno specchio scuro, pratica del ton gris importata dalla Francia dai pittori De Tivoli e Altamura) è un insieme di chiazze di colore accostate, sfumate da chiaroscuri dettati non più da moti dell’animo, ma da riscontrabili effetti luministici presenti in natura. Nasceva così la pittura di macchia, intuizione italica di una cultura del dipingere che di lì a poco sarebbe sfociata nell’Impressionismo e quindi in linguaggio moderno.
Sostanziali le differenze tra i pittori che aderiscono al gruppo e che ne contraddistinguono le rispettive produzioni: i Macchiaioli sono un movimento eterogeneo, incline alla sperimentazione e orientato alla ricerca. Tra le personalità più influenti, oltre all’intimo cantore della Maremma toscana Giovanni Fattori, spicca quella cosmopolita di Telemaco Signorini (Firenze 1835 – 1901), artista perfettamente inserito nel contesto di scambi linguistici e artistici europei che ha in Parigi il centro irradiante di novità sostanziali. La caratura internazionale di Signorini, l’abilità nell’aprirsi a un mercato estero di collezionisti senza assoggettarsi ad esso, è bene evidenziata nella personale a lui dedicata a Palazzo Zabarella, con la quale la Fondazione Bano inaugura la stagione espositiva delle grandi mostre. Le oltre cento opere giunte a Padova per l’occasione, selezionate dai maggiori studiosi di pittura italiana del XIX secolo, provengono da collezioni private e da prestiti eccellenti (il Museé d’Orsay e l’Hermitage, fra i tanti) e alternano ai capolavori del maestro opere di protagonisti del secondo Ottocento, figure fondamentali per il suo percorso formativo verso una dimensione pittorica più consapevole: Degas (L’Absinthe), Tissot, Stevens, Corot, Courbet, Rousseau, il gruppo degli Impressionisti parigini, John Singer Sargent a Londra (dove si reca più volte).

Telemaco Signorini, Rendez-vous nel bosco, 1873 - Collezione Palazzo Foresti, Carpi

Telemaco Signorini, Rendez-vous nel bosco, 1873 - Collezione Palazzo Foresti, Carpi

Sviluppata lungo tredici aree tematiche, la mostra ne rilegge la fortuna artistica attraverso lo studio dei molti soggetti che avrebbe poi, nel tempo e ciclicamente, affrontato: dalle vedute di borghi e città (gli scorci fiorentini, veneziani e scozzesi, le ville toscane, Settignano, Riomaggiore, Pietramala) alle pitture en plein air (la campagna senese, il torrente Affrico, le rive dell’Arno, visioni prossime ad un paesaggismo sentimentale), dai molti ritratti di genere agli omaggi alla scuola di Barbizon (i pascoli, i boschi, le corti), dalla pittura sociale d’ispirazione courbettiana (i bellissimi L’Alzaia e La sala delle agitate) ai raffinati interni (Aspettando). Nulla sfugge alla fame artistica del pittore, che instancabile viaggia e annota, diventando testimone involontario di una società che proprio mentre gettava le basi del codice pittorico novecentesco, in maniera impercettibile, andava sfiorendo.

[Gaetano Salerno]

TELEMACO SIGNORINI E LA PITTURA IN EUROPA
PALAZZO ZABARELLA
Via San Francesco, 27 – Padova
ORARI: 09.30 – 19.30 (chiuso il martedì non festivo)
a cura di Giuliano Matteucci, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Ettore Spalletti
Catalogo Marsilio
TEL. 049 – 8753100
www.palazzozabarella.it
FINO AL 31 GENNAIO 2010