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Shunga. Erotismo dall’Oriente

Submitted by admin on December 21, 2009 – 13:04No Comment

Raffinatezza di linee e intensa sensualità. Con gli organi genitali in proporzioni maggiori, centro del piacere con spruzzi di polvere d’argento. Un percorso di visioni erotiche dal periodo Edo. Le “pitture di Primavera” in mostra a Milano…

Kitagawa Utamaro - Michiyuki koi no futosao - 1803 - Museo delle Culture, Lugano

Kitagawa Utamaro - Michiyuki koi no futosao - 1803 - Museo delle Culture, Lugano

Linee astratte, volti distaccati, corpi intrecciati, varietà di colori: Shunga significa ‘pitture di primavera’, stagione della rinascita, vita che riprende vigore. Dolcezza di fiori e profumi, intensa sensualità, ricerca di piacere.
La mostra scandisce il tempo storico (più di due secoli, ossia il periodo Edo, 1603-1867), ma sullo sguardo occidentale pare prevalere – pur nelle differenze che via via s’imparano a distinguere per forme e colori, la forza dei segni, la descrizione dei tessuti – la fedeltà alla tradizione per quelle immagini erotiche, atti sessuali in diverse posizioni, memoria e stimolo, desiderio rinnovato e motivo d’eccitazione.
Dodici i dipinti di Tsukioka Settei, che corrispondono ai mesi dell’anno, il coito raffigurato in differenti modalità, organi genitali in dimensioni maggiori, e di lì l’irradiazione del piacere, spruzzi di polvere d’argento a simulare forse il prezioso seme maschile, brillantezza e gioia. Illustrazioni di libri, stampe, dipinti.
Interessante notare come nelle stesse raffigurazioni ci siano a volte, di fianco alle persone che stanno unendosi nell’atto sessuale, dei fogli, rotoli dipinti con immagini erotiche. Cultura del piacere: così anche per la letteratura, il teatro, alla ricerca di momenti di appagamento a più livelli, concretamente fisico ed estetico, spesso senza distinzione. A volte si colgono narrazioni “fumettistiche”, passaggi di situazioni, dal “prologo” all’unione fisica dei due amanti.
Muta anche il modello femminile, a volte più minuto, aggraziato, ma sempre in una libera disponibilità di gesti, esperienze ed esperimenti. E da un raro yokobon (libro in formato orizzontale), autore Torii Kiyohiro, sono tratte le immagini che raffigurano rapporti omosessuali. Mentre nella stampa di Isoda Koryusai, La famiglia, si vede una donna che allatta il suo bambino durante l’unione sessuale. È la varietà della vita. Sino a una coppia completamente nuda – situazione rara: vestiti, stoffe sempre intorno ai corpi – sfoglia intanto un libro Shunga.

Utagawa Kunisada - Shunka shuto shiki no nagame - 1827 ca. - Museo delle Culture, Lugano

Utagawa Kunisada - Shunka shuto shiki no nagame - 1827 ca. - Museo delle Culture, Lugano

In alcuni casi si coglie un forte dinamismo dei corpi. Elementi simbolici per l’estasi femminile. Particolari ritmi e proporzioni per braccia e gambe, in alcuni casi è dominante un particolare ideale di bellezza. Notevole l’abilità disegnativa di Yushido Shuncho, affascinanti anche gli equilibri cromatici. Raffinato, incantevole per linee e tessuti, è Katagawa Utamaro, con un erotismo di particolare precisione, intensità ed eleganza.
Comprensibile come queste opere abbiano conquistato l’Occidente, anche a livello artistico, specie dalla seconda metà dell’Ottocento, nell’ansia del confronto con altre culture, oltre la propria pretesa supremazia.
In mostra ci sono Shunga anche degli inizi del Novecento, rossi allegorici in Ikeda Terukata, tratti preziosi, sinuosità, delicatezze e abbandoni, coraggio compositivo con Hashiguchi Goyo.

[Valeria Ottolenghi]

fino al 31 gennaio 2010
Shunga – Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo
a cura di Francesco Paolo Campione
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12 – 20122 Milano
Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30; lunedì ore 14.30-19.30;
giovedì ore 9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6
Catalogo Mazzotta
Info: tel. +39 0254918; www.mostrashunga.it

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