Il pranzo girevole di Nerone

Palatino delle meraviglie. Svela luoghi nuovi e nascosti del palazzo degli imperatori di Roma. Come le cosiddette “arcate severiane”, inaccessibili al pubblico dal dopoguerra. Tutti le hanno sempre guardate dal Circo Massimo, archi enormi che hanno allargato il colle per incrementare ancor di più le dimensioni palazzo. Ma solo chi è avanti con gli anni ha vagato sulla terrazza sopra quegli archi, ammirando una Roma campestre mai vista. La riapertura è stata già annunciata e presto sarà per tutti. Mentre si può già passeggiare per la Vigna Barberini, altra terrazza tanto artificiale quanto spettacolare con affaccio sulla valle del Colosseo. Visione di Roma altrettanto sconosciuta se non di più, visto che lo Stato l’acquisì nel lontano 1909, ma mai l’aprì ai comuni mortali. Cent’anni di oblio. Una follia. E non solo per il panorama. Lì c’era infatti il tempio del Sole di Elagabalo, e c’è ancora la chiesa di San Sebastiano che presso il tempio cadde martire. Prima del tempio c’era un grande giardino con portici a più piani, delizia degli imperatori Flavi. E prima ancora, pare, la fantasmagorica sala da pranzo girevole di Nerone, ultima grande scoperta. Così recente che il cantiere è ancora aperto, ma dal recinto s’intravede l’enorme pilastro circolare di mattoni che sorregge otto arcate possenti. Sostenevano la pedana girevole, si è subito detto. Si è urlato. L’ha saputo tutto il mondo. Tutti con gli occhi puntati su Roma, sul Palatino, sulla Vigna. Ma è proprio vero? Non si sa. È un’ipotesi, pure affrettata. Che ha scandalizzato non poco gli affezionati della grande sala ottagona sul colle Oppio. L’unica candidata, finora. Pure lei dubbia ma con buone carte da giocare. Perché lì gli invitati giungevano dopo aver ammirato l’arte, pranzavano godendosi il sole di mezzogiorno, e potevano passeggiare nella valle dopo il pasto. Insomma quasi credibile, mentre il pilastrone della Vigna lo è molto meno. Ma poco importa, se intanto ne ha parlato il mondo. Magari in futuro una smentita verrà. Ma sottovoce…
[Cinzia Dal Maso]



