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Il Teatro del Sacro

Submitted by admin on November 24, 2009 – 15:045,127 Comments

Madonne e martiri, in un tripudio di putti e dorature. Riportati a nuova vita, dopo accurati restauri. Asti sceglie la festa barocca della scultura lignea per inaugurare il rinnovato Palazzo Mazzetti…

Michele Enaten - Santa Lucia (part.) - 1648 - legno scolpito, dipinto, dorato e argentato - cm 150x56x48 - Collegiata di San Secondo, Asti

Michele Enaten - Santa Lucia (part.) - 1648 - legno scolpito, dipinto, dorato e argentato - cm 150x56x48 - Collegiata di San Secondo, Asti

La mostra in corso ad Asti è innanzitutto l’occasione per scoprire una personalità di rilievo della scultura secentesca in Piemonte: Michele Enaten, rappresentante di una famiglia di artisti originari di Liegi, emigrata in regione alla fine del Cinquecento.
Il crogiuolo di cultura tardo-manierista in cui dovette formarsi è evocato da due Madonne di fattura tedesca, fra cui quella di Agliano, assegnabile all’ambito di Stefano Vil, maestro operoso nell’alessandrino (come il padre di Michele, Lamberto), che mescola l’eleganza della posa materna al realismo del corpo del Bambino. Michele, già testimoniato ad Asti nel 1621, vi impianta una bottega che, con l’aiuto di collaboratori, fra cui il figlio Bartolomeo, riscuote ampio successo in città e nel suo circondario, superandone i confini.
Gli Enaten diffondono uno stile gradevole, nell’impostazione solenne ed equilibrata delle figure, dai volti intensamente espressivi. All’atelier di Michele si deve anche la statua dorata di San Secondo, legionario-moschettiere che tiene in mano il modellino della città turrita, di cui è patrono.
L’avvento del Barocco è ricordato dalla splendida Madonna del Rosario di Cerro Tanaro, vicina alla produzione dei comaschi Cassina (attivi a Casale Monferrato) e da alcune opere del chierese Francesco Borello, enfatiche e realistiche insieme.
Gloriosa è infine la stagione settecentesca, che si apre col confronto tra gli scultori di provenienza ticinese, la famiglia dei Bonzanigo (trasferitasi ad Asti) e Carlo Giuseppe Plura. Dei primi è da ricordare specie la panneggiatissima Educazione della Vergine di Giovanni Battista, nella chiesa di San Secondo, invenzione di cui il maestro si compiace, proponendola in numerose varianti. Del secondo colpisce invece la Pietà di Pralormo, con la Vergine che si avventa disperata sul corpo esanime del figlio. L’energica vitalità rococò possiede anche il San Bartolomeo di Ignazio Perucca, impressionante per l’interpretazione plastica del suo tradizionale attributo (la pelle del corpo scuoiato).
Nella serie di dorate Madonne che chiudono l’esposizione risalta il raffinatissimo Stefano Maria Clemente, che contribuì forse all’ideazione, se non all’esecuzione, della Vergine del Rosario di Cocconato, alla quale lo scultore Giuseppe Pellengo rivolse una commovente supplica, affidata a un biglietto rinvenuto all’interno dell’opera: “Vogliate farmi partecipe di tutte le preghiere che si faranno avanti questa vostra Sacra Immagine”.

Ignazio Perucca - San Bartolomeo - 1760 - legno scolpito e dipinto - cm 167x103x59 - Confraternita della Santissima Trinità, Asti

Ignazio Perucca - San Bartolomeo - 1760 - legno scolpito e dipinto - cm 167x103x59 - Confraternita della Santissima Trinità, Asti

Episodio emblematico del connubio tra arte e fede da cui scaturisce la scultura lignea, teatrale – come suggerisce il titolo della mostra – sia per la sua impostazione, specie nei gruppi a più figure, sia per la sua naturale ambientazione nel contesto delle processioni e dei riti religiosi popolari.

[Stefano Manavella]

dal 18 aprile 2009 al 10 gennaio 2010
Il Teatro del Sacro. Scultura lignea del Sei e Settecento nell’Astigiano
a cura di Rossana Vitiello
Palazzo Mazzetti
Corso Alfieri, 357 – 14100 Asti
Orario: da martedì a domenica ore 10.30-18.30
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0141530403;
www.fondazionecrasti.it